La vera storia dei Circoli Tennis e Posillipo Con Romeo Gestioni: Incremento dei canoni dal 951 al 3.259 per cento in più (Nota per la stampa)

 

Pubblichiamo la nota integrale inviata alla stampa sulla questione Circoli Tennis e Posillipo, qui invece una rassegna stampa sul tema.


L’ex gestore del patrimonio immobiliare di Napoli:  
<Il vero scoop è spiegare le cose>.

Romeo Gestioni è obbligata a ritornare sulla vicenda dei presunti danni erariali per gli affitti del Circolo del Tennis e del Circolo Posillipo di Napoli a tutela del proprio operato e dei rapporti occupazionali e con il mercato. E ritiene di offrire materiale buono per il migliore degli scoop: spiegare le cose.

La premessa è il fatto che senza Romeo Gestioni nessun bene del patrimonio immobiliare di Napoli e di quelle particolari strutture sarebbe mai stata regolarizzata. E qui alcuni numeri possono aiutare:

– Nel 1990 il Comune aveva censito e gestiva solo 5300 unità immobiliari. Nel 2012 Romeo Gestioni aveva censito e gestiva circa 60mila unità immobiliari.

– Nel 1990 il Comune incassava circa tre miliardi di lire (pari a 1,7 milioni di euro). Nel 2012 l’incasso tramite Romeo Gestioni era di circa 40 milioni di euro. Oggi è sceso a circa un terzo di quella cifra.

– Nel 1990 la morosità era del 90 per cento. Nel 2012 era contenuta nei limiti fisiologici del 10 per cento su un patrimonio sei volte più ampio.

– In otto mesi del 2012 con Romeo Gestioni dismissioni di 3000 unità immobiliari per 108 milioni di euro. Dal gennaio 2013 ad oggi dismesse poche decine di unità immobiliari.

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Alfredo Romeo sulla vicenda dei circoli e dei canoni d’affitto a Napoli – Lettera a Il Mattino del 18.07.2018

Pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente Alfredo Romeo a Il Mattino del 18.07.2018 sulla vicenda dei circoli e dei canoni d’affitto:

Egregio direttore,
sono inzuppato e senza ombrello per questo acquazzone di metà luglio. Per la rilevanza data sulla pretesa partecipazione della Romeo Gestioni Spa ad una vicenda, definita “Affittopoli” – con tutto il senso criminalizzante attribuito a questa espressione – alla quale la società, che qui mi sento in dovere di rappresentare, è invece totalmente estranea. E sono costretto allora a rispondere sulla stampa all’invito a dedurre, che la Corte dei Conti tramite stampa mi fa pervenire.

Tra il 2013 ed il 2018, secondo l’atto della Corte dei Conti, non sarebbero stati riscossi canoni e/o indennità di occupazione per il godimento delle aree di proprietà comunale destinata a circoli sportivi (Il Circolo Tennis ed il Circolo Posillipo) per circa tre milioni di euro. E che c’entra la Romeo Gestioni SpA con la mancata riscossione di dette (supposte) somme, dal momento che la Romeo Gestioni ha riconsegnato il patrimonio al Comune con una puntuale, analitica e certificata documentazione nel dicembre 2012? E che la gestione del patrimonio immobiliare comunale e le relative riscossioni sono state affidate – e sono state svolte da quel momento – da altri soggetti?
Il problema che ci si sarebbe dovuto porre è diverso: perché la Procura della Corte dei Conti contesta il presunto danno erariale non a chi da 6 anni (dal 2013) lo starebbe provocando, ma alla Romeo Gestioni SpA?

Infatti, bastava informarsi un po’ rispetto alla macroscopicità dei dati (al di là di ogni considerazione sulla insussistenza del danno erariale per mancanza di attualità) per scoprire una circostanza elementare: e cioè che i contratti di locazione ad uso sportivo rientrano nella previsione dell’art. 27 della legge 27/07/1978 nr: 392. Pertanto i contratti di locazione del 2007 con il circolo Tennis e con il Circolo Posillipo – la cui riduzione al 10% dell’importo del canone periziato da Romeo Gestioni era stata espressamente disposta con decreto assessoriale – dopo il primo periodo di locazione (rispettivamente di sei e di otto anni) si sarebbero dovuti rinnovare ex lege, quindi, non tacitamente. Con l’effetto che detti contratti, regolarmente disdettati dalla Romeo Gestioni Spa, scadevano in un periodo successivo al 2012 e, quindi ancora, era il nuovo gestore a dover procedere ai contenziosi e alla riscossione di quanto, secondo la Procura, dovuto al Comune di Napoli. Disdette di cui l’Amministrazione era stata posta a conoscenza attraverso le specifiche informative, le relazioni semestrali, e con la stessa riconsegna della gestione a fine 2012; e delle quali in ogni caso qualunque gestore professionale e non improvvisato avrebbe dovuto accorgersi immediatamente. Il contratto con il Tennis scadeva il 31-12-2013 e quello con il Circolo Posillipo ancora dopo, quindi vi era almeno un anno di tempo per svolgere le eventuali attività che invece in circa sei anni non sono mai state svolte.

Non si racconta in questa vicenda, poi e invece, delle centinaia di contenziosi e istruttorie (che pure sono agli atti e sono stati tema di decine e decine di articoli scritti negli anni da giornali che oggi sembrano dimenticare una storia ventennale), avviati da Romeo Gestioni per moralizzare la “questione canoni” a Napoli per tutto il patrimonio immobiliare. E sì, anche per i Circoli del Tennis e Posillipo. Non si racconta delle scelte fatte dalle Amministrazioni, a cui Romeo Gestioni – non concessionaria come erroneamente afferma la stessa Corte dei Conti, ma titolare di un appalto di servizio – non aveva titolo per opporsi.

Perché, dunque, la Procura Regionale della Corte dei Conti si concentra sulla Romeo Gestioni e non su chi ha materialmente gestito e gestisce da sei anni il patrimonio comunale? Quale è stato l’effettivo ammontare dei canoni e delle indennità di occupazione di tutto il patrimonio immobiliare incassato dal Comune di Napoli dal 2013 ad oggi? Quale è stata la percentuale dell’incassato rispetto al dovuto? Come mai il piano di dismissione del Comune di Napoli non decolla dopo i 108 milioni rogitati da Romeo Gestioni nell’ultimo anno della sua gestione? E anche, se ed in quale misura l’utenza del patrimonio immobiliare comunale non costituisca un bacino di voti gestibile invece che una risorsa economica? Perché tutto questo passa sotto silenzio? Perché ancora una volta è Romeo che fa titolo? Perché?
Piove, governo Romeo!

Alfredo Romeo

Nuovo decreto del Consiglio di Stato: Romeo Gestioni resta al Cardarelli

Da Il Mattino del 27 maggio 2018:

L'ospedale Cardarelli

Appalto all’ospedale Cardarelli: la Romeo Gestioni rimarrà operativa nell’erogazione del servizio di pulizie del più grande ospedale del Mezzogiorno. In attesa della camera di consiglio, prevista per il 7 giugno prossimo, in cui il Consiglio di Stato si riunirà in composizione collegiale per decidere sull’annosa vicenda che ruota attorno all’appalto in questione, il 25 maggio, su ricorso urgente della Romeo Gestioni che aveva impugnato, chiedendone la revoca, il decreto presidenziale di sospensione firmato il 21 maggio scorso dal presidente Franco Frattini, il consigliere delegato Giulia Ferrari, della terza sezione, ha firmato un decreto in cui si chiarisce che «il decreto del 21 maggio espressamente dispone solo la “sospensione della esecutività dell’impugnata sentenza fino alla discussione collegiale in camera di consiglio” con la conseguenza che certamente non può essere interpretato nel senso di prevedere il subentro nell’appalto della Florida 2000», respingendo l’istanza di revoca. La Florida 2000 srl è il precedente gestore del servizio di pulizie, che nel 2014 non si aggiudicò l’appalto, vinto invece dalla Romeo spa.

La Romeo Gestioni, dunque, in considerazione di questa più recente pronuncia, fa sapere che resterà «operativa a tutti gli effetti», confidando nel fatto che «il 7 giugno il Consiglio di Stato, in composizione collegiale, porrà probabilmente fine a questa annosa vicenda in cui – sostiene – la Florida 2000 cerca di rientrare dalla finestra in un appalto che aveva perso in sede di gara a vantaggio di Romeo Gestioni».
 
L’appalto fu affidato alla Romeo in considerazione dell’offerta tecnica, ritenuta «più performante», e dell’offerta economica che «consentiva (e consente) al Cardarelli – sottolinea la società – il risparmio complessivo di circa 20 milioni di euro in quattro anni per la gestione della complessa gamma di pulizie di cui necessita la grande azienda ospedaliera». Dalle scale ai giardini, dalle corsie alle camere operatorie. Un appalto importante, finito al centro di un braccio di ferro giudiziario portato avanti a forza di ricorsi, finanche con l’interessamento dell’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) che ha posto la sua attenzione sulla fase esecutiva del contratto e ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. «I rilievi avanzati dall’Anac – è la replica della Romeo Gestioni – sono infondati perché puntano il dito su aumenti di corrispettivi che sono previsti, nei modi e nelle misure, dalla gara di appalto, e soprattutto perché sono stati trasferiti alla conoscenza della Florida e dell’amministrazione del Cardarelli senza darne comunicazione alla Romeo Gestioni con la richiesta delle eventuali e normali chiarificazioni e controdeduzioni. Non a caso contro questa procedura è stato presentato ricorso di urgenza al Tar del Lazio». La tesi della Romeo Gestioni fa leva non solo sull’aspetto economico («gli enormi risparmi garantiti al Cardarelli sono tutti all’evidenza dei rendiconti» sostiene), ma anche sulla qualità del servizio (indicando «gli oltre 150 encomi da parte dei reparti e delle strutture interne dell’ospedale che hanno avuto un riscontro costante sul piano della ottimizzazione del servizio») e sulla posizione assunta per portare il livello delle prestazioni a standard europei sul fronte della disciplina e del decoro sul posto di lavoro. «Dal 2014 a oggi la Romeo Gestioni, che per legge ha dovuto assorbire il personale in carico del precedente gestore, e cioè della Florida 2000, ha presentato 9 esposti all’autorità giudiziaria su possibili rischi di infiltrazioni criminali. Esposti – sottolinea la società – tutti indistintamente archiviati da Anac, Prefettura, Questura, Regione e Cardarelli». Tra le decisioni prese in questi anni la società evidenzia, inoltre, i 400 provvedimenti di contestazione a carico di 200 diversi dipendenti, 6 provvedimenti di ammonizione, 134 applicazioni di multe, 60 provvedimenti di sospensione dal lavoro, 10 provvedimenti di licenziamento, 6 trasferimenti ad altri cantieri. La Romeo Gestioni punta, dunque, sulla politica di trasparenza adottata negli anni e su una serie di altre argomentazioni, anche più strettamente tecniche e legate ai dettagli della gara, e sostiene di essersi aggiudicata l’appalto regolarmente. La Florida 2000, il precedente gestore che ha perso l’affare posizionandosi secondo nella graduatoria, ha ingaggiato la battaglia legale ipotizzando presunte irregolarità, con riferimento a una presunta «rinegoziazione» non consentita dalla legge. Ne è nato un caso, discusso dinanzi al Tar della Campania nel gennaio 2015, poi al Consiglio di Stato nel luglio di quello stesso anno, e di nuovo impugnato fino ad arrivare dinanzi al Tar del Lazio per la delibera Anac e ancora, più di recente, dinanzi al Consiglio di Stato (la terza sezione) per la vicenda dell’appalto. Per garantire il servizio di pulizie nelle varie aree dell’ospedale Cardarelli sono impiegati circa 350 lavoratori.

Viviana Lanza

Nota per la stampa – “Romeo Gestioni sempre contro la camorra e sempre lasciata sola. I dipendenti erano della Florida”

Pubblichiamo la nota inviata alla stampa il giorno 8 maggio 2018:

Napoli, 8 maggio 2018

Dal 2014, anno in cui Romeo Gestioni ha vinto l’appalto-Cardarelli, l’azienda ha fatto infinite
operazioni di monitoraggio e di controllo del proprio personale. E – ad oggi – non le è
pervenuta alcuna informativa da parte dell’Autorità Giudiziaria che la mettesse in allerta o al
corrente di pericoli di genere criminale sul suo personale. A maggior ragione, se ci fossero
stati casi di comportamenti di stampo camorristico.
E in ogni caso – a valle delle certificazioni autorizzative previste dalla norma – Romeo Gestioni
ha avviato procedure di controllo e bonifica del personale, senza mai – ripetiamo, mai – avere
riscontro di qualche genere dalle Autorità interpellate.
Pertanto è sorprendente, sospetto e gravissimo il tempismo con cui viene lanciata su siti e
giornali del 7-8 maggio una notizia per chiamare in causa e nei titoli la Romeo Gestioni –
ancora una volta senza ragione né fondamento – su fatti di cronaca che non la riguardano.
Questa enfasi su Romeo Gestioni (che evidentemente fa sempre titolo a prescindere dalle sue
oggettive responsabilità) ha il sapore di una intimidazione a 360 gradi, se si tiene conto delle
importantissime decisioni di Corte di Cassazione e Consiglio di Stato di cui è in attesa la stessa
Romeo Gestioni, che si trova così al centro di un ennesimo attacco mediatico gratuito e
gravissimo che rischia di danneggiare la vita delle ventimila famiglie che gravitano intorno alla
società. Ventimila famiglie.
E’ evidente che Romeo Gestioni adotterà ogni provvedimento necessario a propria tutela nel
caso avesse specifiche comunicazioni da parte dell’Autorità competente.
Anche per questo, e a memoria generale, sottolinea che per propria prassi di corretta
gestione, nello specifico caso dell’appalto-Cardarelli ha effettuato:

– Nove esposti all’Autorità Giudiziaria – tra ottobre 2014 e aprile 2016 – sui possibili rischi di
infiltrazioni criminali, che sono stati tutti, senza distinzioni, archiviati dalle stesse Autorità, tra
cui ANAC, Prefettura, Questura, Regione oltre al Cardarelli stesso ( Si veda allegato).

– Oltre 400 provvedimenti di contestazione disciplinare interessanti circa 200 diversi
dipendenti, che hanno dato luogo, a seguito del complessivo, conseguente iter
giuslavoristico anche di tipo giudiziale, a:

– 6 provvedimenti di ammonizione;
– 134 applicazioni di multe;
– 60 provvedimenti di sospensione dal lavoro;
– 10 provvedimenti di licenziamento;
– 6 trasferimenti in altri cantieri.

Come se non bastasse, i responsabili dell’azienda hanno avuto ripetuti incontri con il
prefetto dell’epoca – dottoressa Gerarda Maria Pantalone – per verificare la presenza o
insistenza di attività a rischio.
Di più, Romeo Gestioni su questi temi ha coinvolto anche il Tribunale di Napoli con
citazione del 3 dicembre 2016, come si potrà notare anche dalle cronache di quei giorni
(vedi allegati) che nessuno sembra ricordare.
A fronte di questo immane lavoro (e anche di risultati gestionali eccellenti sul Cardarelli,
come testimoniato da oltre 140 encomi delle varie strutture ospedaliere) – ripetiamo – mai
nessun riscontro è stato dato dalle varie Autorità interpellate a Romeo Gestioni.
Per questo Romeo Gestioni è costretta per l’ennesima volta a fare chiarezza e a chiedere che
altrettanta attenzione (meno morbosa ma più veritiera) elimini ogni sospetto sul suo operare.
La verità storica e documentata, in sintesi è la seguente:
– Romeo Gestioni ha vinto la gara per le Pulizie nell’Ospedale Cardarelli nel 2014
– Per legge, le società che subentrano ad altre in quel tipo di appalti devono assumere in toto
il personale già operante, e quindi era obbligata ad assumere il personale della precedente
ditta, la Florida.
– Per legge, e per prassi propria, Romeo Gestioni – prima di iniziare le attività – ha fatto una
analisi puntuale di tutte le identità prese in carico, chiedendo tutte le certificazioni necessarie
e previste alle Autorità preposte, Prefettura in primis, e non ha mai avuto indicazioni a
regolarsi diversamente.
Romeo Gestioni si riserva ogni azione a tutela della propria immagine e onorabilità.

Romeo Gestioni SpA

Il tribunale di Roma revoca lo stop alle gare pubbliche – RASSEGNA STAMPA

Il Giudice del tribunale di Roma ha respinto in maniera definitiva la richiesta di interdittiva per la Romeo Gestioni. I dipendenti dell’azienda possono finalmente lavorare.
Di seguito l’articolo di Titti Beneduce pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di oggi:

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(Staff)

Consip, la Cassazione accoglie il ricorso di Alfredo Romeo – Rassegna Stampa

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso di Alfredo Romeo. La suprema corte ha evidenziato dubbi sul “metodo” Romeo e sulla sua capacità di inflitrazione, tale da giustificare il pericolo di reiterazione del reato. Secondo i giudici, anche l’arresto di Alfredo Romeo non sarebbe stato motivato in maniera adeguata. Di seguito una rassegna stampa sul tema, dove vengono evidenziati i diversi punti toccati dalla Cassazione:

 

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In questo articolo de Il Mattino, invece, Massimo Adinolfi descrive la sentenza della Cassazione come una “lezione di diritto e di storia”:

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(Staff)

Comunicato Stampa: Romeo Gestioni, un abuso di Consip l’esclusione dalla gara FM4

Di seguito la nota inviata alla stampa con la posizione ufficiale della Romeo Gestioni sull’esclusione dalla gara FM4.

Napoli, 16 giugno 2017 

Apprendiamo con stupore e profonda preoccupazione e respingiamo con fermezza il provvedimento di Consip di escludere Romeo Gestioni dalla gara FM4.

Una decisione presa in una fase di procedimento preventivo e cautelare e dunque senza che ci sia alcun giudicato, di alcun grado giudiziario, che sancisca una qualche responsabilità o colpevolezza su qualsivoglia tema da parte di Romeo Gestioni.

Una decisione presa in dispetto della sentenza della Cassazione che ha cancellato il provvedimento di arresto di Alfredo Romeo, con rinvio a nuovo Tribunale del Riesame, per vizi accertati di cui non si hanno ancora le motivazioni.

Un provvedimento, quello di Consip, che contrasta e scavalca la decisione del GIP di Roma, che ha sospeso ogni decisione nei confronti di Romeo Gestioni fino alla data del 31 luglio prossimo.

Un provvedimento, infine, firmato dall’amministratore delegato di Consip che, dagli atti del processo, risulta non aver tempestivamente denunciato all’Autorità Giudiziaria pesanti pressioni nei suoi confronti da parte di concorrenti di Romeo Gestioni. Fatti da lui stesso confermati come persona informata dei fatti.

Avverso il provvedimento di Consip, Romeo Gestioni agirà in tutte le sedi penali, civili e amministrative a difesa della propria immagine e dei propri interessi.

Romeo Gestioni SpA
(Lo staff)

La Difesa di Romeo: Ecco i bonifici per comprare il palazzo nel centro di Londra. Tutto trasparente, tutte le carte sono a disposizione degli inquirenti

Il Collegio difensivo dell’avvocato Alfredo Romeo, composto dagli avvocati Francesco Carotenuto, Giovan Battista Vignola e Alfredo Sorge ha diffuso la seguente nota congiunta per la stampa riguardo i fondi spostati a Londra e gli sviluppi sulla vicenda Consip:

Napoli, 8 marzo 2017

Sulle assurde notizie riguardanti i presunti movimenti irregolari di denaro all’estero, va detto quanto segue:

– I trasferimenti di fondi a Londra erano tutti destinati all’acquisto dell’intera e assoluta proprietà di un importante cespite nel pieno centro di Londra, in Park Lane, di cui alleghiamo foto.

– Tutti i trasferimenti sono stati di una assoluta trasparenza. E per la precisione

– Disposizione da parte di Romeo Partecipazioni – il 23 novembre 2015 – di bonifico per un importo di £/sterlina 8.270.000 (pari a euro 11.871.046,27) a favore della Forsters LLP, quale acconto per l’acquisto dell’immobile.

– Disposizione di bonifico – il 4 dicembre 2015 – di sterline 78.000.000,00 (pari a euro 108.725.954,84) a favore di Romeo London ai fini del saldo dell’acquisto dell’immobile, che è stato effettuato il 15 dicembre 2015 per un importo di £sterline 77.757.930,32.

– Le uniche entrate nella Romeo London sono quelle derivanti dai canoni in essere nello stesso fabbricato acquistato.

– Non ci sono dunque movimenti “strani” di denaro: diversamente sarebbe il primo caso di costituzione di fondi irregolari all’estero fatta con un bonifico internazionale garantito e certificato da banche.

– E’ tale la trasparenza e la chiarezza di tale operazione, che sin da ora il Gruppo Romeo e la società Romeo London sono pronte a fornire qualunque documentazione su questa vicenda a qualsiasi Autorità Giudiziaria.

Quanto all’inchiesta Consip, il collegio di Difesa specifica che:

– L’avvocato Alfredo Romeo non conosce Luca Lotti né Tiziano Renzi. Né ha mai conosciuto i generali Del Sette e Saltalamacchia. Né, meno ancora, alcuno dei componenti delle commissioni aggiudicatrici dei bandi di gara Consip.

– L’avvocato Romeo non ha mai dato soldi a nessuno.

– Alfredo Romeo e Romeo Gestioni non sono beneficiari di alcuna gara tra quelle aggiudicate da Consip nel periodo sotto osservazione dei magistrati.

– Alfredo Romeo e Romeo Gestioni si ritengono gravemente danneggiati nello svolgimento di almeno tre gare indette da Consip: “Energia”, “Pulizia Scolastica” e “Luce”.

– I suddetti lotti sarebbero stati poi assegnati a imprese che – si legge sulla stampa – risultano essere legate a personaggi politici. Le stesse imprese erano quelle denunciate con esposti da Romeo Gestioni, prima ancora che vi fossero le graduatorie.

– L’avvocato Romeo e Romeo Gestioni si considerano anche danneggiati nelle valutazioni discrezionali di Consip relative alle graduatorie dei lotti “Lombardia” e “Roma Municipio 1” nell’ambito della gara nota come FM4.

Indagini fuori norma, procedure alterate, prove inutilizzabili: Alfredo Romeo va immediatamente rilasciato – NOTA PER LA STAMPA

Pubblichiamo una memoria consegnata al GIP che contesta l’approccio investigativo a carico dell’imprenditore e la custodia cautelare. Gli avvocati di Alfredo Romeo hanno presentato istanza al Tribunale del Riesame di Roma: “Romeo non è un corruttore, anzi è persona offesa: basta vedere i suoi esposti in Consip e all’Anac“. C’è stata una incredibile interpretazione nelle intercettazioni, l’esperto di cleaning è diventato l’esperto di crimine.

Napoli 6 marzo 2017

Il Collegio difensivo dell’avvocato Alfredo Romeo, composto dagli avvocati Giovan Battista Vignola, Francesco Carotenuto e Alfredo Sorge ha diffuso la seguente nota congiunta per la stampa:

L’avvocato Alfredo Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere al GIP di Roma, Gaspare Sturzo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di questa mattina.

Il nostro assistito ha affidato la sua versione dei fatti ad una nostra articolata memoria difensiva, già depositata al Pm di Napoli ed alla Procura di Roma, ma va subito detto che Romeo non era privilegiato da Consip, ma anzi era emarginato. Al punto che ha presentato un esposto, in Consip e per conoscenza all’Anac e all’Antitrust, nell’aprile del 2016.

Ora siamo in attesa della fissazione della udienza innanzi al Tribunale del Riesame.

Ma contestualmente abbiamo avanzato – sempre in data odierna – istanza di revoca della Misura cautelare in atto, sulla base di numerose violazioni ed anomalie sostanziali e processuali, come si potrà evincere dall’atto che alleghiamo per conoscenza.

Infatti nella documentazione del GIP mancano soprattutto gli atti, in possesso della Procura della Repubblica di Napoli, che avrebbero permesso alla difesa dell’avvocato Romeo il controllo sul corretto svolgimento del percorso processuale che ha portato agli atti ed alle attività processuali confluite nel presente processo, in particolare per quanto attiene alla iniziale “notitia criminis” che ha permesso al PM partenopeo di iscrivere l’indagato nel registro delle notizie di reato ex art. 335 c.p.p. ed alla conseguente emanazione e successione dei decreti autorizzativi delle intercettazioni, adottando la normativa in materia antimafia.

Infatti tra le macroscopiche anomalie processuali va evidenziato che le intercettazioni telefoniche ed ambientali per gravi reati di stampo mafioso ipotizzati, hanno avuto avvio – e si sono susseguite – sulla base di un equivoco in ordine all’ascolto di una frase di uno dei dipendenti del gruppo che è un esperto di “cleaning” (servizi di pulizia), il quale viene ripetutamente riportato nelle informative e nelle richieste del  PM come “l’esperto del crimine” della Romeo.

Del tutto inutilizzabili poi risultano, tanto le intercettazioni ambientali e telefoniche, quanto i documenti denominati “pizzino” acquisiti al di fuori di ogni regola processuale.

Omissioni, incoerenze e discrasie temporali, dunque, non solo rilevanti sulla legittimità del procedimento sotto il profilo formale; ma fondamentali sotto il profilo sostanziale, perché solo attraverso la verifica delle autorizzazioni delle intercettazioni, potrà valutarsene o meno l’attendibilità e l’utilizzabilità.

In presenza di tali discrasie, incoerenze e omissioni, uniti alle perplessità manifestate dagli stessi PM romani in merito alla legittimità dei comportamenti investigativi finora tenuti nell’espletamento delle indagini (al punto da spingerli a revocare le indagini stesse ai carabinieri del NOE – cioè proprio quegli investigatori che finora hanno effettuato gran parte delle indagini – e ad aprire un fascicolo contro ignoti per l’abnorme diffusione di notizie a norma di legge coperte da segreto istruttorio), l’avvocato Romeo non è stato posto in condizione di difendersi compiutamente e, pertanto, è stato costretto ad avvalersi della facoltà di non rispondere, anche per la strumentalizzazione mediatica e politica in atto, di cui si ritiene vittima.

Basterebbe ricordare, a tal proposito, che il primo marzo scorso, giorno dell’arresto dell’avvocato Romeo, il primo “lancio” di agenzia ANSA era in rete alle 8,13 del mattino, ma che molti siti di giornali già riportavano dalle 8 – 8,10 la notizia a tutta pagina on-line (e con amplissimi dettagli della ordinanza). Cioè, di fatto, contestualmente al momento in cui i carabinieri hanno bussato alla porte dell’avvocato Romeo.

Il Collegio Difensivo
Giovan Battista Vignola
Francesco Carotenuto
Alfredo Sorge

Parlano i dipendenti: “Romeo Gestioni siamo anche noi. Un’associazione a delinquere di persone perbene”

Pubblichiamo una lettera scritta dai dipendenti della Romeo Gestioni che hanno voluto dire la loro sulle ultime vicende che hanno riguardato il Gruppo in queste ultime settimane:

Al Procuratore della Repubblica di Napoli, dott. Giovanni Colangelo
Al Sostituto Procuratore di Napoli, dott. Filippo Beatrice
Al Pm dott. Henry John Woodcock
Al Pm dott.ssa Celestina Carrano
Al Direttore del Mattino dott. Alessandro Barbano
Al Direttore del Corriere del Mezzogiorno dott. Enzo D’Errico
Al Direttore di Repubblica Napoli dott. Ottavio Ragone
Al Direttore del Roma dott, Antonio Sasso
Al Direttore del TGR Campania dott. Antonello Perillo

Siamo i sottoscritti dipendenti del Gruppo Romeo e abbiamo la necessità – ma anche, crediamo, il diritto – che nell’ambito della bufera giudiziaria che si sta abbattendo sull’Azienda per cui lavoriamo, venga ascoltato e diffuso anche il punto di vista di noi dipendenti. Tra l’altro questo non violerebbe un segreto istruttorio, cosa che invece ci sembra di registrare quotidianamente.Siamo una squadra di circa 2300 persone (per non parlare di circa 17 mila addetti ai cantieri), che lavorano con onestà, professionalità e abnegazione molti di noi da tantissimi anni in un’azienda leader nel mercato dei servizi di gestione integrata e di facility management.

Ci ritroviamo a vivere, a distanza di pochi anni, il medesimo film, allucinante e destabilizzante, che purtroppo abbiamo già visto e vissuto con la vicenda cosiddetta del Global Service. Vicenda che – come è noto – , dopo circa sei anni di preoccupazioni, ansie, risvolti umani drammatici, si è risolta in un’assoluzione piena, sancita dalla Suprema Corte di Cassazione, di tutti coloro che erano stati coinvolti e delle società del Gruppo sottoposte a sequestro e ad Amministrazione Giudiziaria.

Furono proprio gli Amministratori Giudiziari, lo vogliamo ricordare, con una serie di relazioni al Giudice Penale, a manifestare, nel corso del loro mandato, il pieno apprezzamento per la serietà, la correttezza, l’alta professionalità del modus operandi, per le procedure e i sistemi di gestione, che venivano messe in campo a supporto di tutte le attività e i servizi erogati dalle aziende del Gruppo Romeo.

Una tempesta passata? Macché.

Ecco che è ricominciata una feroce gogna mediatica che sbatte il nome della nostra Azienda sulle prime pagine della stampa locale e nazionale (per non parlare del volano mediatico generato da Internet e dai siti Web) con titoli e articoli in cui si legge di “pizzini”, fatture false per operazioni inesistenti ma funzionali a costituire riserve di danaro in nero per pagare tangenti, consumazione “sistematicadi reati tributari, corruzioni, appalti truccati, abituale e seriale realizzazione di reati contro la Pubblica Amministrazione e concorso in associazione camorristica e mafiosa. Possibile mai che nessuno si sia mai accorto di nulla? Che nessuno abbia avuto il coraggio di alzare un dito e dire: “ma che stiamo facendo?”.

Non basta. Negli ultimi 4 mesi i nostri uffici hanno subito un’invasione determinata da quattro decreti di perquisizione, che moltiplicati per il numero degli uffici e delle case private sottoposte a indagine, hanno comportato 21 perquisizioni, nonché nel corso delle indagini, oltre 30 interrogatori. Avremmo voluto filmare l’ultima di queste perquisizioni, quella dello scorso 8 febbraio, che aveva le sembianze di un assedio militare, con oltre quaranta militari impegnati per acquisire documenti e archivi informatici, per interrogare e perquisire il personale intento al suo lavoro quotidiano. Se ricordiamo bene le immagini degli arresti di boss conclamati come Riina e Iovine o Zagaria, lo schieramento di forze era meno evidente.

Forse è stato un modo anche per intimidirci. Forse è legittimo. Però vogliamo pubblicamente dire che tutti noi dipendenti non ci riconosciamo affatto nell’ambiente di lavoro che viene descritto nelle note della Procura, e da quelle della stampa che quelle note riprendono pedissequamente.

Noi siamo tutti dal primo all’ultimo straconvinti e certi di lavorare in un contesto assolutamente sano, onesto, integerrimo, rispettabile, pienamente legale, di cui ci sentiamo parte integrante.

Noi siamo persone normali e perbene. Siamo tutti assidui, seri e onesti lavoratori, che si dedicano con impegno appassionato e professionale alle proprie mansioni, applicando le regole e le procedure imposte da severi sistemi di certificazione di qualità a livello europeo, riconosciuti alla nostra Azienda. Il nostro lavoro è quotidianamente improntato ad un codice etico rigoroso, che applichiamo in tutte le nostre attività lavorative, nel rapporto e nel confronto con i Committenti, con i Fornitori, con i Consulenti, che ci stimano personalmente e che ci rispettano come azienda.

Vi sembrerà strano, ma noi la sera torniamo a casa a testa alta. Parliamo con i nostri familiari senza vergogna. Abbiamo rapporti sociali civili e composti. E continuiamo a vivere così, anche se con fatica, dopo tutto il fango che ci viene gettato addosso. Fango che è già di per sé una sentenza. Senza dibattimento. Senza appello.

Per questo, ciò che siamo costretti a leggere ormai da mesi, non solo ci preoccupa e genera un amaro senso di precarietà e incertezza per il futuro. Ma soprattutto ferisce profondamente la nostra dignità di persone e di lavoratori. Il nostro onore, gentili ma indifferenti Signori.

L’onda mediatica generata dalle indagini così clamorosamente condotte, ci trasforma in complici di un’azienda in cui da anni operiamo e che sentiamo anche nostra e che sarebbe invece una fucina di reati della peggior specie. Addirittura una associazione per delinquere e addirittura di stampo camorristico. Siamo assolutamente certi della loro estraneità e della assoluta insussistenza di quanto ipotizzato dalla Procura..

No, no e no. NOI non siamo così né questo, per quanto si faccia per indurre la pubblica opinione a credere il contrario. E per questo intendiamo esprimere assoluta, piena e incondizionata solidarietà e vicinanza all’Amministratore Delegato e a tutti i colleghi e dirigenti coinvolti nell’indagine e raggiunti da avvisi di garanzia

Ebbene sì, noi lavoratori dipendenti del Gruppo Romeo, siamo parte orgogliosa di questa famiglia. E allora, se volete, di questa associazione a delinquere”. Perché ci sentiamo e siamo – Romeo.

I dipendenti del Gruppo Romeo

La Cassazione boccia i domiciliari per Romeo. Polemica con la Consip: frettolosi e incauti i provvedimenti su Romeo Gestioni

Di seguito la nota inviata alla stampa

Napoli, 9 marzo 2018 

La Corte di Cassazione ha bocciato e annullato con una sentenza inequivocabile il provvedimento del Riesame che aveva confermato i domiciliari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli su presunti atti di corruzione.

Sulla vicenda, il collegio difensivo dell’imprenditore Alfredo Romeo (avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge, Giovanni Battista Vignola) ha diffuso la seguente nota.

“La Corte di Cassazione ha annullato, e per la seconda volta nel giro di pochi mesi, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo. Provvedimento che in questo caso, così come in quello preso in precedenza dall’Autorità Giudiziaria di Roma nell’ambito della cosiddetta inchiesta Consip, non era – afferma la Corte – basato su alcuna legittima motivazione.

La Cassazione – sottolinea ancora il collegio difensivo – ha messo con evidenza in discussione l’assetto dell’impianto accusatorio costruito su una figura immaginaria dell’imputato del tutto alterata rispetto alla realtà dei fatti, al punto da chiedere quei passi restrittivi che la Corte ha poi bocciato, ma che hanno creato nel frattempo danni inenarrabili alle aziende dell’avvocato Romeo.

Soprattutto, sottolinea la Difesa, nelle azioni pretestuose della Consip a danno della Romeo Gestioni, con i suoi oltre ventimila lavoratori tra dipendenti diretti e dell’indotto. Consip, infatti, con una mossa solo mediatica e di grave azzardo giuridico, ha escluso da sei gare in corso Romeo Gestioni, non solo senza attendere le decisioni del Consiglio di Stato su un normale contenzioso amministrativo, ma ancor più senza attendere le decisioni proprio della Suprema Corte, di cui l’universo mondo era in consapevole attesa.

Una scelta, quella di Consip, che riteniamo sarà fortemente inficiata anche in virtù dell’attuale pronunciamento della Suprema Corte.”

Avv. Francesco Carotenuto

Avv. Alfredo Sorge

Avv. Giovanni B. Vignola

Nessuna esigenza cautelare. Il riesame libera Alfredo Romeo. La difesa: un assalto feroce fondato sui pregiudizi

A distanza di circa 6 mesi dall’assurdo quanto largamente pubblicizzato, arresto dell’avv. Alfredo Romeo, il Tribunale del riesame di Roma, in sede di rinvio, dopo l’annullamento della Suprema Corte che aveva accolto il ricorso della difesa su diversi punti di doglianza, ha finalmente liberato l’avv. Romeo, annullando in modo tombale l’ordinanza cautelare eseguita il 1 marzo 2017, su ordine del “precipitoso” GIP di Roma.

I difensori, avv. Alfredo Sorge e Francesco Carotenuto, vogliono sottolineare che anche l’azienda Romeo Gestioni S.p.A., raggiunta da misura cautelare in fase preliminare, è ora priva di qualunque prescrizione di natura penale, avendo sancito il Tribunale di Roma, circa una settimana fa con autonomo provvedimento, la revoca dell’interdizione comminata dal medesimo GIP che aveva disposto l’arresto dell’avv. Romeo, sottolineando la solidità e la trasparenza delle Società del gruppo Romeo, additate per mesi, in modo diffamatorio, come facenti parte di un “famigerato sistema”, che la stessa Cassazione ha definito come inesistente e frutto di una fantasiosa ipotesi investigativa mai riscontrata nei fatti.

La liberazione di oggi, riporta finalmente il quadro giudiziario che riguarda l’Avv. Romeo in equilibrio, in vista del processo ed in cui questa difesa dimostrerà l’assoluta inconsistenza dell’accusa mossa al proprio assistito, frutto di un teorema privo di qualunque fondamento logico e giuridico.

E’ bene ricordare che in questi mesi l’avv. Romeo, la sua famiglia e le sue aziende sono stati sottoposti ad un fuoco di fila di notizie infondate, false e diffamatorie che hanno rappresentato la triste immagine riprodotta dalla Procura di Napoli dell’imprenditore del Sud che se vincente non può essere anche “pulito”, che se porta al successo le sue aziende non è perché attorniato da una squadra vincente, ma per non precisati e precisabili motivi illeciti.

Un canovaccio triste solcato da invidie nazionali e da pressioni economiche dei gruppi imprenditoriali egemoni anche stranieri, più volte peraltro denunciate negli anni dalla Romeo S.p.A., a cui, purtroppo, l’organo inquirente campano non è stato impermeabile, come invece ha dimostrato di essere la Suprema Corte di Cassazione che ha giudicato solo in diritto, come dovrebbe essere, la vicenda e i punti critici che la difesa aveva costantemente evidenziato.

E’ opportuno ribadire che l’avv. Romeo, la sua famiglia e i suoi dipendenti sono stati sottoposti ad un’indagine della Procura di Napoli, senza precedenti, durata 4 anni, con metodi riservati, secondo la legge e secondo quanto ha scritto nella sua sentenza di annullamento con rinvio la Suprema Corte di Cassazione, ai più pericolosi criminali e terroristi, senza che sin dalla genesi dell’indagine ci fosse il benché minimo indizio di reati per cui quegli strumenti potessero essere usati, ed anzi piegando il codice di procedura penale ai propri desiderata; basti ricordare che l’avv. Romeo e la sua famiglia sono stati intercettati, addirittura durante un viaggio di piacere, su un aereo di linea ALITALIA diretto all’estero, fatto senza precedenti ad avviso di questa difesa, tenuto conto delle ipotesi di reato che a monte erano ipotizzabili.

La Suprema Corte di Cassazione, prima, il tribunale ordinario poi e il Tribunale del Riesame di Roma oggi in sede di rinvio, con il loro triplice verdetto di annullamenti, hanno censurato duramente questo modo di procedere, stabilendo la inosservanza della legge in molti passaggi di un’indagine che, lo si ricorda, oggi vede indagati gli stessi autori di quel piano investigativo per gravi reati di falso – reati per cui l’avv. Romeo e la Romeo Gestioni è parte lesa – , statuendo che non solo non esiste un sistema Romeo e che non esistevano ab origine, i presupposti per una detenzione in carcere, ma che in questa vicenda si è costruito un castello di carte privo di qualunque fondamento indiziario e giuridico, addirittura manipolando e falsificando il materiale di indagine pur di arrivare a provare quel teorema di accusa, per motivi che questa difesa ignora ma che certamente non possono lasciare sereni nessuno.

La difesa accoglie con grande soddisfazione la vittoria definitiva su tanti punti critici che sin da subito aveva sottolineato, e il ristabilirsi di una sana e regolare dialettica processuale, l’unica possibile in uno stato di diritto. Fiducioso nella legge e nel rispetto della magistratura il collegio difensivo continuerà il suo lavoro nelle aule di giustizia, unici luoghi deputati alla ricerca della verità ed in cui è certa l’innocenza del nostro assistito verrà provata al di là di ogni ragionevole dubbio.

Avv. Alfredo Sorge
Avv. Francesco Carotenuto

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