La Difesa di Romeo: Ecco i bonifici per comprare il palazzo nel centro di Londra. Tutto trasparente, tutte le carte sono a disposizione degli inquirenti

Il Collegio difensivo dell’avvocato Alfredo Romeo, composto dagli avvocati Francesco Carotenuto, Giovan Battista Vignola e Alfredo Sorge ha diffuso la seguente nota congiunta per la stampa riguardo i fondi spostati a Londra e gli sviluppi sulla vicenda Consip:

Napoli, 8 marzo 2017

Sulle assurde notizie riguardanti i presunti movimenti irregolari di denaro all’estero, va detto quanto segue:

– I trasferimenti di fondi a Londra erano tutti destinati all’acquisto dell’intera e assoluta proprietà di un importante cespite nel pieno centro di Londra, in Park Lane, di cui alleghiamo foto.

– Tutti i trasferimenti sono stati di una assoluta trasparenza. E per la precisione

– Disposizione da parte di Romeo Partecipazioni – il 23 novembre 2015 – di bonifico per un importo di £/sterlina 8.270.000 (pari a euro 11.871.046,27) a favore della Forsters LLP, quale acconto per l’acquisto dell’immobile.

– Disposizione di bonifico – il 4 dicembre 2015 – di sterline 78.000.000,00 (pari a euro 108.725.954,84) a favore di Romeo London ai fini del saldo dell’acquisto dell’immobile, che è stato effettuato il 15 dicembre 2015 per un importo di £sterline 77.757.930,32.

– Le uniche entrate nella Romeo London sono quelle derivanti dai canoni in essere nello stesso fabbricato acquistato.

– Non ci sono dunque movimenti “strani” di denaro: diversamente sarebbe il primo caso di costituzione di fondi irregolari all’estero fatta con un bonifico internazionale garantito e certificato da banche.

– E’ tale la trasparenza e la chiarezza di tale operazione, che sin da ora il Gruppo Romeo e la società Romeo London sono pronte a fornire qualunque documentazione su questa vicenda a qualsiasi Autorità Giudiziaria.

Quanto all’inchiesta Consip, il collegio di Difesa specifica che:

– L’avvocato Alfredo Romeo non conosce Luca Lotti né Tiziano Renzi. Né ha mai conosciuto i generali Del Sette e Saltalamacchia. Né, meno ancora, alcuno dei componenti delle commissioni aggiudicatrici dei bandi di gara Consip.

– L’avvocato Romeo non ha mai dato soldi a nessuno.

– Alfredo Romeo e Romeo Gestioni non sono beneficiari di alcuna gara tra quelle aggiudicate da Consip nel periodo sotto osservazione dei magistrati.

– Alfredo Romeo e Romeo Gestioni si ritengono gravemente danneggiati nello svolgimento di almeno tre gare indette da Consip: “Energia”, “Pulizia Scolastica” e “Luce”.

– I suddetti lotti sarebbero stati poi assegnati a imprese che – si legge sulla stampa – risultano essere legate a personaggi politici. Le stesse imprese erano quelle denunciate con esposti da Romeo Gestioni, prima ancora che vi fossero le graduatorie.

– L’avvocato Romeo e Romeo Gestioni si considerano anche danneggiati nelle valutazioni discrezionali di Consip relative alle graduatorie dei lotti “Lombardia” e “Roma Municipio 1” nell’ambito della gara nota come FM4.

Indagini fuori norma, procedure alterate, prove inutilizzabili: Alfredo Romeo va immediatamente rilasciato – NOTA PER LA STAMPA

Pubblichiamo una memoria consegnata al GIP che contesta l’approccio investigativo a carico dell’imprenditore e la custodia cautelare. Gli avvocati di Alfredo Romeo hanno presentato istanza al Tribunale del Riesame di Roma: “Romeo non è un corruttore, anzi è persona offesa: basta vedere i suoi esposti in Consip e all’Anac“. C’è stata una incredibile interpretazione nelle intercettazioni, l’esperto di cleaning è diventato l’esperto di crimine.

Napoli 6 marzo 2017

Il Collegio difensivo dell’avvocato Alfredo Romeo, composto dagli avvocati Giovan Battista Vignola, Francesco Carotenuto e Alfredo Sorge ha diffuso la seguente nota congiunta per la stampa:

L’avvocato Alfredo Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere al GIP di Roma, Gaspare Sturzo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia di questa mattina.

Il nostro assistito ha affidato la sua versione dei fatti ad una nostra articolata memoria difensiva, già depositata al Pm di Napoli ed alla Procura di Roma, ma va subito detto che Romeo non era privilegiato da Consip, ma anzi era emarginato. Al punto che ha presentato un esposto, in Consip e per conoscenza all’Anac e all’Antitrust, nell’aprile del 2016.

Ora siamo in attesa della fissazione della udienza innanzi al Tribunale del Riesame.

Ma contestualmente abbiamo avanzato – sempre in data odierna – istanza di revoca della Misura cautelare in atto, sulla base di numerose violazioni ed anomalie sostanziali e processuali, come si potrà evincere dall’atto che alleghiamo per conoscenza.

Infatti nella documentazione del GIP mancano soprattutto gli atti, in possesso della Procura della Repubblica di Napoli, che avrebbero permesso alla difesa dell’avvocato Romeo il controllo sul corretto svolgimento del percorso processuale che ha portato agli atti ed alle attività processuali confluite nel presente processo, in particolare per quanto attiene alla iniziale “notitia criminis” che ha permesso al PM partenopeo di iscrivere l’indagato nel registro delle notizie di reato ex art. 335 c.p.p. ed alla conseguente emanazione e successione dei decreti autorizzativi delle intercettazioni, adottando la normativa in materia antimafia.

Infatti tra le macroscopiche anomalie processuali va evidenziato che le intercettazioni telefoniche ed ambientali per gravi reati di stampo mafioso ipotizzati, hanno avuto avvio – e si sono susseguite – sulla base di un equivoco in ordine all’ascolto di una frase di uno dei dipendenti del gruppo che è un esperto di “cleaning” (servizi di pulizia), il quale viene ripetutamente riportato nelle informative e nelle richieste del  PM come “l’esperto del crimine” della Romeo.

Del tutto inutilizzabili poi risultano, tanto le intercettazioni ambientali e telefoniche, quanto i documenti denominati “pizzino” acquisiti al di fuori di ogni regola processuale.

Omissioni, incoerenze e discrasie temporali, dunque, non solo rilevanti sulla legittimità del procedimento sotto il profilo formale; ma fondamentali sotto il profilo sostanziale, perché solo attraverso la verifica delle autorizzazioni delle intercettazioni, potrà valutarsene o meno l’attendibilità e l’utilizzabilità.

In presenza di tali discrasie, incoerenze e omissioni, uniti alle perplessità manifestate dagli stessi PM romani in merito alla legittimità dei comportamenti investigativi finora tenuti nell’espletamento delle indagini (al punto da spingerli a revocare le indagini stesse ai carabinieri del NOE – cioè proprio quegli investigatori che finora hanno effettuato gran parte delle indagini – e ad aprire un fascicolo contro ignoti per l’abnorme diffusione di notizie a norma di legge coperte da segreto istruttorio), l’avvocato Romeo non è stato posto in condizione di difendersi compiutamente e, pertanto, è stato costretto ad avvalersi della facoltà di non rispondere, anche per la strumentalizzazione mediatica e politica in atto, di cui si ritiene vittima.

Basterebbe ricordare, a tal proposito, che il primo marzo scorso, giorno dell’arresto dell’avvocato Romeo, il primo “lancio” di agenzia ANSA era in rete alle 8,13 del mattino, ma che molti siti di giornali già riportavano dalle 8 – 8,10 la notizia a tutta pagina on-line (e con amplissimi dettagli della ordinanza). Cioè, di fatto, contestualmente al momento in cui i carabinieri hanno bussato alla porte dell’avvocato Romeo.

Il Collegio Difensivo
Giovan Battista Vignola
Francesco Carotenuto
Alfredo Sorge

“Se fosse un corruttore lo avrebbe denunciato”: La verità dei rapporti tra Romeo e Cantone

I difensori di Alfredo Romeo rispondono all’accanimento della stampa nei confronti del loro assistito: si tratta di una sentenza mediatica già eseguita con impudente uso della violazione del segreto istruttorio e strumentale manipolazione nei titoli e nell’esposizione dei fatti. Pubblichiamo la nota integrale per la stampa:

Da oltre un mese, pressoché quotidianamente, il nostro assistito, avvocato Alfredo Romeo, è suo malgrado protagonista, in negativo, di articoli di stampa di grosso rilievo nei quali viene definito e descritto con le aggettivazioni più sgradevoli, oltre ad attribuirgli fatti e circostanze che, se veri, sarebbero di inaudita gravità.

Tra i più “significativi” :

«ROMEO indagato per camorra lancia messaggi a RENZI e LOTTI»

«La scossa – il RAS trasversale degli appalti pubblici»

«Ecco la mangiatoia dei miliardari : COOP ROSSE, compari di RENZI e Co. »

«ROMEO, ROSSI e amici degli amici, così si sono spartiti la torta CONSIP »

«così ROMEO tentò invano di arrivare a CANTONE »

«il presidente dell’ANAC sentito dai p.m. : “Gli ho detto no” »

<lo sfogo di Cantone: Romeo voleva accerchiarmi>.

Prima di entrare nel merito di tali articoli, riteniamo indispensabile una premessa dirimente su tutta la vicenda, e che dovrebbe invitare alla massima prudenza chiunque affronti questi temi:

Siamo certi infatti – come ne è certo il nostro assistito – che il Presidente CANTONE, tenuto conto del suo spessore morale e della autorevolezza della funzione pubblica che così degnamente svolge, se minimamente avesse avuto la sola sensazione che Romeo volesse “accerchiarlo” , e più ancora se avesse avuto il minimo dubbio che il nostro assistito avesse avuto nei suoi confronti approcci corruttivi, avrebbe immediatamente denunciato i fatti, sia nel ruolo istituzionale, sia come cittadino. E il sol fatto che non abbia proceduto in tal senso a valle dei diversi incontri e/o occasioni di confronto con Romeo, testimonia di per sé stesso della infondatezza dei report giornalistici, della loro intrinseca scorrettezza, e anche – ancor di più – della limpida posizione del nostro assistito. Con il quale – siamo certi – il dottor Cantone non avrebbe mai interloquito in presenza del pur minimo sospetto. Dunque nessun “accerchiamento e/o a non meglio individuate proposte “indecenti” da lui respinte (“gli ho detto no”), come imprudentemente scritto da certa stampa.

Tornando agli articoli di stampa ed al loro contenuto intendiamo prescindere da ogni polemica sulla sistematica violazione del segreto istruttorio e da ogni commento sulla successiva continenza e sull’equilibro che dovrebbe caratterizzare le espressioni e le aggettivazioni di ogni serio mezzo di informazione. Avremmo tutte le ragioni per farlo, ma riteniamo che, più di noi, dovrebbero essere ben altri soggetti, pubblici e non, a dover provare indignazione e ad approntare tutte le misure idonee per porvi gli adeguati rimedi.

Per quanto ci riguarda – anche perché a nostra volta coinvolti personalmente e professionalmente in questa campagna denigratoria – ci riserviamo a nome nostro e del nostro assistito, tutte le azioni che riterremo necessarie in sede di risarcimento.

Detto ciò, e forzando la personale riluttanza del nostro assistito a trattare sulla stampa – sede impropria e inadeguata – le proprie vicende giudiziarie, ci limitiamo perciò, a tutela del nostro assistito e – speriamo -di una corretta informazione, ad esporre solo oggettive e documentate circostanze di fatto.

1) In relazione alla ipotesi di un “concorso esterno in associazione a delinquere di stampo camorristico” del nostro assistito, ci limitiamo a ribadire quanto già esposto in un precedente comunicato stampa ed a quanto in effetti già ben compreso dalla opinione pubblica in ordine alla sua palese inconsistenza:

a) la “ROMEO GESTIONI” non ha assunto né poteva assumere alcun soggetto malavitoso tra il personale del Cardarelli poiché, per legge, doveva lasciare in servizio quello già esistente prima della vincita dell’appalto ;

b) non poteva licenziare nessuno (anche se fosse in odore di camorra) se non per giusta causa;

c) appena vinta la gara inviò l’elenco nominativo completo di tutti i 330 dipendenti alla Prefettura ed agli Enti preposti alla sicurezza;

d) fece ben otto esposti – anche alla procura della Repubblica – denunziando vari episodi di violenza nel Cardarelli senza avere però alcun riscontro né l’adozione di alcun provvedimento.

L’accusa di aver assunto o lasciato in servizio soggetti malavitosi per favorire la camorra è, quindi, palesemente infondata.

2) Per ciò che riguarda gli appalti miliardari della CONSIP

Abbiamo depositato presso la Procura di Napoli una lunga ed articolata memoria difensiva (che si può osservare) alla quale tra l’altro è allegato, in copia, un esposto inviato già in data 13.04.2016 dalla “ROMEO GESTIONI” alla CONSIP e per conoscenza all’ANAC (presieduta dal dott. CANTONE) ed al Garante per il Commercio (l’ANTISTUST), con il quale si denunciava – indicando nomi e fatti specifici – il formarsi di veri e propri “cartelli”, costituti da grossi gruppi imprenditoriali, anche di natura cooperativa, che illegittimamente partecipavano alle gare più importanti in danno di tutte le imprese che (come la “ROMEO GESTIONI”) operano invece sempre da sole, senza mai ricorrere al alcun raggruppamento più o meno lecito.

A tale esposto, presentato in epoca non sospetta, a quanto è dato sapere, non ha fatto seguito nessun provvedimento da parte delle Autorità in indirizzo; la sola CONSIP ha sì risposto, ma non per assicurare il suo doveroso intervento, bensì soltanto per minacciare querele.

Ciò non può che essere dimostrativo di un rapporto addirittura conflittuale con la dirigenza vecchia e nuova della CONSIP, tale da rendere improbabile qualsiasi illazione in ordine ad una “spartizione della torta CONSIP” alla quale avrebbe partecipato la “ROMEO GESTIONI”.

Aggiungiamo che dalla imponente documentazione da noi presentata in Procura risulta in modo inconfutabile una ulteriore oggettiva circostanza di fatto: nella totalità dei casi la “ROMEO GESTIONI” ha vinto le gare solo per aver offerto il prezzo più basso.

Ciò significa, con ogni evidenza, che non ha mai potuto beneficiare di valutazioni di tipo discrezionale e, quindi, di favoritismi di alcun genere come, invece, può accadere quando la vincita di una gara avviene grazie al punteggio che, in maniera del tutto incontrollabile, viene attribuito per la “bontà del progetto”.

Se, quindi, è provato documentalmente:

a) che la “ROMEO GESTIONI” ha sempre partecipato da sola alle gare di appalto ;

b) che, se ha vinto, ciò è stato sempre merito del fatto di aver praticato il miglior ribasso;

soltanto chi non abbia alcuna esperienza nel settore può, con grande disinvoltura e con grave irresponsabilità, affermare la partecipazione della “ROMEO GESTIONI” a “spartizione di torte” ed a “mangiatoia di miliardi”.

3) I rapporti con CANTONE, presidente dell’ANAC.

Siamo sicuri che le frasi attribuite sulla stampa al Presidente CANTONE in riferimento al nostro assistito, sono frutto di fraintendimenti giornalistici e che, comunque, le notizie pubblicate con grossa evidenza, al riguardo, da alcuni quotidiani sono il risultato, quanto meno, di una macroscopica disinformazione.

E infatti, a tal riguardo:

Il primo motivo di incontro fu dovuto al fatto che l’ANAC aveva in locazione la sua sede in un fabbricato di proprietà dell’ISVAFIM del Gruppo ROMEO e che, avendo deciso di trasferirsi in altra sede, fu necessario risolvere anticipatamente il contratto. Cosa che avvenne con reciproca soddisfazione, senza l’esborso di alcuna penale da parte dell’ANAC e con il vantaggio, per la società proprietaria dello stabile, di ottenerlo subito libero per altre finalità. In tale circostanza, quindi, il ROMEO nulla chiese né al dott. CANTONE né all’ANAC ma si limitò ad aderire ad una esigenza richiestagli dall’Ente.

L’altra occasione di contatto con l’ANAC fu dovuta al fatto che, per una gara di appalto vinta dalla CPL Concordia (una delle c.d. Cooperative ROSSE) e che vedeva la “ROMEO GESTIONI” al secondo posto in graduatoria, nelle more della aggiudicazione definitiva era intervenuta la interdittiva antimafia a carico della società emiliana da parte del Prefetto di Modena, per fatti relativi alle opere effettuate dalla stessa CPL nel Casertano e per l’intervento del Clan dei Casalesi nella esecuzione dei lavori.

Ad avviso della “ROMEO GESTIONI” il provvedimento prefettizio era preclusivo per l’aggiudicazione definitiva alla CPL Concordia dell’appalto che doveva, invece, essere assegnato alla “ROMEO GESTIONI” seconda in graduatoria.

La CONSIP, investita della questione, ritenne di chiedere nel luglio 2015 un parere all’ANAC, in attesa del quale sospese il procedimento per la revoca e/o annullamento della aggiudicazione alla CPL Concordia.

La “ROMEO GESTIONI”, con nota dell’11.09.2015 (che si può esibire) sollecitò l’ANAC a rilasciare il parere che non era stato ancora emesso, rappresentando, come suo diritto, le proprie ragioni ; successivamente, in data 30.10.2015 la “ROMEO GESTIONI” invitò e diffidò formalmente la CONSIP “a procedere alla esclusione della CPL Concordia ed alla conseguente aggiudicazione all’istante”.

Successivamente, in data 04.11.2015 l’ANAC rilasciò il parere a suo tempo richiestole da CONSIP, concludendo nel merito della questione a favore della “ROMEO GESTIONI” che, però, non poteva beneficiarne poiché, nelle more, a seguito del rinnovamento dei vertici della CPL Concordia, quest’ultima aveva riottenuto la iscrizione della c.d. whit list, così conseguendo l’aggiudicazione definitiva dell’appalto.

Sulla questione pende un contenzioso in sede amministrativa promosso da “ROMEO GESTIONI” che sostiene la illegittimità di tale aggiudicazione.

In definitiva, anche in questo caso, nessuna richiesta, tantomeno illecita, è stata rivolta al Presidente CANTONE dal nostro assistito e men che meno dalla Romeo Gestioni, e nessun diniego è stato opposto (documentazione disponibile).

Terza ed ultima occasione di contatto tra l’avvocato Romeo e il Presidente CANTONE fu dovuta all’invito, rivolto da Romeo, quale Presidente dell’ORP (Osservatorio Risorsa Patrimonio) di partecipare, come relatore, ad un Convegno sui temi della valorizzazione della Risorsa Patrimonio Italia e sulla auspicabile più moderna cooperazione pubblico-privata per lo sviluppo dei servizi al cittadino e alle comunità complesse.

Il Presidente CANTONE, in tale occasione, si dichiarò istituzionalmente interessato all’argomento ed alla partecipazione al Convegno che si tenne poi a Roma il 27.11.2015, data per la quale il presidente dell’ANAC garantì la sua presenza.

Restiamo, quindi, letteralmente allibiti di come un fatto del genere possa essere stato riportato dalla stampa in termini di oscuri e non esplicitati sospetti, rappresentando, addirittura, il “coinvolgimento di un Magistrato” in tale vicenda e sostenendo, perfino, che il predetto Magistrato sia attualmente sotto inchiesta per tale fatto.

In conclusione, speriamo di aver chiarito – anche ad uso di chi a tutti i costi vuole speculare sul nome del nostro assistito, per creare intorno alla sua figura l’alone del corruttore ad ogni costo – che nella realtà nessuna delle azioni riportate da certi giornali è quella che viene descritta. E ci auguriamo che di questa chiarezza, e non del fumus ad arte creato sulla stessa stampa, si tenga conto nelle sedi competenti: quelle che dovranno valutare i fatti e non le sentenze già espresse con articoli e titoli.

Avv. Francesco Carotenuto
Avv. Alfredo Sorge
Avv. Giovanni B. Vignola

Milioni di danni, Romeo Gestioni cita in giudizio Virginia Raggi

A seguire, il comunicato stampa relativo alla citazione in giudizio del sindaco di Roma, Virginia Raggi, da parte della Romeo Gestioni

NAPOLI, 25 ottobre 2016

A seguito delle dichiarazioni rese in sede di Commissione Antimafia dal sindaco di Roma Virginia Raggi, il 19 ottobre scorso, la Romeo Gestioni ha citato in giudizio la prima cittadina di Roma Capitale, con una pesante richiesta di risarcimento sia  personale, sia nella qualità di sindaco.

La Raggi,  nel descrivere un contesto di tipo criminoso e mafioso nell’amministrazione di Roma Capitale, ha indicato in particolare la Romeo Gestioni come uno dei soggetti partecipi di quello stesso contesto affermando tra l’altro: “Roma non conosce il proprio patrimonio... E non lo conosce perché per anni ha affidato la gestione del proprio patrimonio immobiliare a società esterne. Una delle principali è la Romeo Gestioni s.p.a. che effettuava la gestione attraverso procedure informatiche: quando è stato interrotto il contratto tra Roma Capitale e la Romeo Gestioni, quest’ultima si è portata via tutti i dati e dopo una serie di contenziosi peraltro ancora in essere ha restituito 100 bancali di carta che dovrebbero essere aperti, visionati ed inseriti all’interno di un sistema”.

Le affermazioni del sindaco di Roma, individuano nella condotta della Romeo Gestioni S.p.A. gravissimi reati quali l’appropriazione indebita e/o il peculato in danno di una Pubblica Amministrazione all’interno di non meglio chiariti meccanismi associativi, senza che ciò corrisponda in nulla e per nulla alla verità dei fatti, testimoniata invece da centinaia di relazioni, lettere, certificazioni e documenti ufficiali di chiarissima interpretazione.

Romeo Gestioni ha ritenuto queste dichiarazioni gravemente pregiudizievoli per l’immagine  e le attività di un Gruppo che opera con oltre 130 enti di amministrazione pubblica e dà lavoro a tremila persone con un indotto di circa 18mila unità e pertanto è stata costretta a convenire in giudizio l’avv. Virginia Raggi in proprio e nella qualità di legale rappresentante di Roma Capitale.

E’ infatti vero invece, e dimostrabile in tutte le sedi necessarie che

– nei verbali di riconsegna del Patrimonio immobiliare firmati dai dirigenti del Comune di Roma, è certificato che Romeo Gestioni ha lasciato allo stesso Comune in termini informatici oltre un miliardo di dati.

– che la cosiddetta documentazione cartacea (i contestati cento bancali – in realtà 128 – di documenti) – catalogata e sistematizzata a norma di legge e di funzionalità operativa – è l’unica che abbia valore tecnico-giuridico per qualsivoglia atto riguardante i beni del patrimonio immobiliare del Comune di Roma.

– che in più sedi e momenti Romeo Gestioni ha sconsigliato una demagogica discontinuità operativa della gestione del Patrimonio immobiliare, in particolare sul fronte del sistema informativo di supporto.

– che Romeo Gestioni ha più volte dato inutilmente la propria disponibilità (altrettante volte rifiutata) a un periodo di affiancamento parallelo tra vecchia e nuova  modalità di gestione per evitare contraccolpi prevedibili e inevitabili.

A tutela della propria immagine e serietà professionale e operativa Romeo Gestioni ha chiesto al Giudice competente un risarcimento proporzionale all’entità del proprio fatturato e della propria dimensione operativa sul territorio nazionale e internazionale.

La discontinuità indifferentemente invocata dall’avv. Raggi nelle audizioni e nelle interviste, così come nei comizi e nelle feste di piazza con saltello, non può infatti dilatarsi fino alla rinnegazione del suo passato universitario per ignorare che l’appropriazione di dati di proprietà della Pubblica Amministrazione da parte di una società incaricata di pubblici servizi, rientra nella fattispecie di peculato e che un’affermazione di questo tipo, resa in una audizione pubblica davanti alla Commissione Antimafia, si configura come una calunnia vera e propria in mancanza di un qualsiasi supporto probatorio.

Ugualmente la dematerializzazione dei dati rinvenibili nella documentazione cartacea riconsegnata a Roma Capitale, consistente in realtà in una mera scansione documentale esauribile in pochi mesi se adeguatamente organizzata e non in secoli, non rappresenta uno strumento sostitutivo di detta documentazione di riferimento che, aggregata secondo criteri unitari, rappresenta l’unica fonte avente valenza giuridica nei rapporti fra la Pubblica Amministrazione e la sua utenza.

E La Romeo Gestioni S.p.A. non può tollerare che le incapacità gestionali di chi non conosce i meccanismi complessi di una gestione integrata possano essere nascoste attraverso calunnie gratuite e fuorvianti.

Romeo Gestioni S.p.A.

Il futuro del paese è nell’innovazione e nel Facility Management del territorio

Di seguito la trascrizione dell’intervento di Alfredo Romeo al convegno Real Estate Winter Forum, tenutosi a Milano il 28 gennaio 2016.

Invio i miei saluti all’intera comunità del Real Estate italiano, molto rammaricato di non poter partecipare per un improvviso impedimento.

Tenevo molto a questa occasione di incontro a cui avrei partecipato come presidente di IFMA-Italia e presidente dell’Osservatorio Risorsa Patrimonio-Italia che, promosso dal Gruppo Romeo con l’associazione di CNR, Nomisma e Cresme-Consulting, vuole essere un centro di ricerca di riferimento per il nostro comparto, perché coniuga lo sviluppo di nuovi modelli applicativi gestionali, integrati ed economicamente auto-sostenibili, con ricerca e proposizione di grandi riforme normative e amministrative.

Il mio intento era, ed è, quello di aprire un dibattito e un confronto serio di tutti noi, su un concetto per me fondamentale: le città sono il vero volano economico per il futuro del Paese. E che, con il territorio urbano nel suo complesso,  sono un tesoro che va riqualificato e valorizzato con politiche, norme, prassi e modelli innovativi.

Per aprire questo tavolo di confronto, l’Osservatorio Risorsa Patrimonio, ha messo a punto una bozza-quadro di un Manifesto per l’Industria dei Servizi che si articola su seguenti punti principali

  1. Confronto anche istituzionale sul codice degli appalti per competitività, qualità e trasparenza, a maggior ragione ora che è stata approvata la legge delega.
  2. Nuove regole in materia di conflitto di interessi e rispetto del mercato per modernizzare il cruciale comparto della finanza immobiliare, che si avvantaggerebbe di norme che ne tutelino efficienza e immagine.
  3. Aperture di facilitazione per l’art. 24 della legge Sblocca Italia, che è lo strumento-chiave per concretizzare tutte queste riflessioni.
  4. Rilancio e qualificazione della collaborazione pubblico-privata per l’erogazione dei servizi sul territorio, con formazione e investimenti per una nuova “Cultura del Territorio”.
  5. Valorizzazione degli immobili pubblici PRIMA delle dismissioni.
  6. Riqualificazione e gestione moderna dei patrimoni ERP.

Su questi punti – con un dialogo laico e costruttivo, possiamo lanciare – insieme  – un piano di innovazione di tutto il comparto, a partire dalle Istituzioni che arrancano con impostazioni di vecchio stampo.

Faccio solo tre esempi: CONSIP, DEMANIO, INVIMIT.

  • La prima, CONSIP, oggi fa gare di appalto senza ascoltare i bisogni reali delle comunità a cui sono destinati i servizi; senza ascolto del mercato (che potrebbe invece consigliare modelli e soluzioni innovativi); senza strategia di spesa, efficientamento, economie di scala.
  • Il secondo, il Demanio, portato a importanti aperture dal nuovo Direttore Reggi, rischia però, per colpa di norme e procedure obsolete, di rimanere ancorato a meccanismi da vecchia agenzia immobiliare, che mette sul mercato i propri beni al miglior offerente. Servono invece – a monte – progetti integrati di valorizzazione, studiati su misura insieme a chi davvero ha le competenze per riqualificare e valorizzare.

La terza, Invimit, come può immaginare di spacchettare l’appalto per uno stesso cespite a reddito in una sezione di property e in una di facility? E come si può immaginare che se si vince uno dei due appalti non si possa partecipare all’altro? Una logica superata che moltiplica i costi senza tener d’occhio l’utilità finale della comunità destinataria del servizio.

Concludo: tutti ci lamentiamo della burocrazia e della sua farraginosità. Ma questo modo di agire antico e senza politica complessiva della riqualificazione e valorizzazione delle città,  non sposterà di un millimetro la Pubblica Amministrazione e la sua burocrazia, che mai entrerà, così, in una logica di responsabilità di risultato per progetto.  Bisogna dire BASTA al modo antico di operare per “funzioni” che non si parlano e che spesso si contrastano.

Io credo che un punto di svolta possa dipendere da una politica strategica per il territorio .  In particolare, con processi di intervento che frammentino le macro-comunità urbane ingovernabili, in micro-comunità partecipi e consapevoli – sulla falsariga del nostro MODELLO INSULA – e che sappiano rispondere a griglie di bisogni “su misura” delle stesse comunità, rispettando impegni di tipo contrattualistico che garantiscano tutte le parti coinvolte.

Ci si chiederà: <e le risorse?>. Le risorse sono nel territorio sotto forma di tributi dissipati senza progetto e di scalmanata elusione fiscale. Condizioni determinate dalla NON CONOSCENZA e dalla conseguente NON REGOLARIZZAZIONE dello stesso flusso tributario. L’esempio classico è quello di un’Insula in cui ci sono 80 passi carrai, ma in cui ne sono stati censiti e portati a reddito solo 10. Ma il dato importante è che a fronte di risorse pubbliche meglio gestite, in aggiunta a progetti sensati e concreti, si attirerebbero più facilmente gli investimenti privati.

Aspetto che si apra il confronto. Ci conto. Ci dobbiamo credere. Questa è la vera sfida per tutti noi. Ma è una sfida che può risollevare il mercato e l’economia generale di questo Paese.

Grazie
Alfredo Romeo

Read More

La Società di Studi Economici Nomisma aderisce all’Osservatorio Risorsa Patrimonio-Italia

Allo scopo di promuovere una più efficace valorizzazione delle risorse patrimoniali immobiliari e infrastrutturali pubbliche e private, il massimo efficientamento della spesa pubblica di settore e una più stratta collaborazione pubblico-privato su modelli gestionali innovativi (nel solco dell’Art. 24 dello “Sblocca Italia” che dà ulteriore sostanza normativa alla proposta di gestione di porzioni del territorio urbano avanzata da Romeo Gestioni con il “Modello Insula”) attraverso iniziative culturali, posizioni legislative, studi, attività formative e di sperimentazione attuativa, nell’aprile di quest’anno Romeo Gestioni, azienda leader nel settore del facility management e nel partenariato pubblico-privato, e Cresme Consulting, hanno dato vita all’Associazione Temporanea di Scopo denominata “Osservatorio Risorsa Patrimonio Italia” (ORP Italia).

Read More

COMUNICATO STAMPA: Alfredo Romeo assolto dall’ipotesi di reato di peculato perché il fatto non sussiste

COMUNICATO STAMPA

Napoli, 21 settembre 2015

Romeo: ancora una volta l’intervento della Magistratura giudicante smonta le accuse pretestuose e strumentali del “sistema” dell’ex Pm de Magistris

Alfredo Romeo assolto dall’ipotesi di reato di peculato perché il fatto non sussiste; revoca immediata del sequestro di 24 milioni operato dalla Procura di Napoli sui conti della Romeo Partecipazioni, con conseguente restituzione dell’importo alla stessa società. Queste le decisioni del Gup, dottor Carlo Modestino, che ha accolto totalmente le istanze difensive contro le tesi accusatorie, fondate su una distorta rappresentazione dei fatti, contenuta in un esposto del Comune di Napoli alla Procura.

Questa la sintesi finale di una vicenda pretestuosa, strumentale e grottesca, innescata dal Palazzo del Sindaco, in cui l’imprenditore in prima persona, e le società a lui riconducibili, ancora una volta hanno dovuto subire una gogna mediatica e gravissimi danni morali e materiali, costruiti su un sistematico travisamento dei fatti da parte dell’Amministrazione guidata dal sindaco de Magistris. Non dissimilmente da quanto accaduto in passato, in occasione di altra vicenda giudiziaria, nella quale lo stesso de Magistris, all’epoca magistrato, fu estensore di una durissima decisione di natura cautelare nei confronti di Alfredo Romeo, poi totalmente assolto.

Alfredo Romeo e Romeo Gestioni, che ancora una volta hanno atteso responsabilmente le valutazioni e le decisioni della Magistratura, non possono fare a meno di segnalare il clima persecutorio di cui sono oggetto – direttamente e indirettamente – attraverso il sistematico stravolgimento delle vicende – fatto dal “sistema de Magistris” inerenti alla gestione del patrimonio Immobiliare del Comune di Napoli, le cui gravissime e lampanti negligenze nella gestione dello stesso patrimonio, successive alla scadenza del contratto con Romeo Gestioni nel dicembre 2012 – ripetutamente messe in rilievo dagli organi di informazione – non paiono al contrario oggetto di alcuna attenzione da parte degli organi a tanto deputati.

Alfredo Romeo: vicenda Global Service un monito per il futuro

Le domande che si pone Alfredo Romeo nell’articolo da lui firmato sulle colonne de Il Mattino sono cruciali e comportano molte riflessioni sullo stato delle cose attuale: cosa accade quando la burocrazia prende il sopravvento, quando si fraintendono le intercettazioni e si costruisce un caso sul nulla?

L’inchiesta Global Service ne è un esempio, ma Romeo non si sofferma solo su questo, bensì ne approfitta per lanciare una provocazione: cosa sarebbe avvenuto se non si fosse criminalizzata l’operazione Global Service? Sarebbe stato applicato un metodo trasparente per gestire i problemi strutturali di Napoli e farla diventare finalmente una città normale.

Read More

La Munianum attende l’offerta di Alfredo Romeo

Com’è noto i servizi della Romeo Gestioni sono richiesti anche in altri comuni italiani, ora si attende una risposta per quanto concerne la privatizzazione della Munianum, finora partecipata del comune di Magnano, piccola località a nord di Napoli. In questo caso sono al centro dell’attenzione i 15 lavoratori dell’azienda, rimasti senza stipendio a causa del fallimento della Munianum.

L’intervento della società guidata da Alfredo Romeo è il risultato dell’azione della Consip, che ha il compito di fornire consulenza alle amministrazioni pubbliche nell’ambito degli acquisti di beni e servizi. Dopo aver scelto Romeo Gestioni, occorre provvedere a valutare l’offerta, al momento non ancora effettuata, per decidere se ratificare il contratto, far ripartire i cantieri e i servizi.

Read More

BACK