Nuovo decreto del Consiglio di Stato: Romeo Gestioni resta al Cardarelli

Da Il Mattino del 27 maggio 2018:

L'ospedale Cardarelli

Appalto all’ospedale Cardarelli: la Romeo Gestioni rimarrà operativa nell’erogazione del servizio di pulizie del più grande ospedale del Mezzogiorno. In attesa della camera di consiglio, prevista per il 7 giugno prossimo, in cui il Consiglio di Stato si riunirà in composizione collegiale per decidere sull’annosa vicenda che ruota attorno all’appalto in questione, il 25 maggio, su ricorso urgente della Romeo Gestioni che aveva impugnato, chiedendone la revoca, il decreto presidenziale di sospensione firmato il 21 maggio scorso dal presidente Franco Frattini, il consigliere delegato Giulia Ferrari, della terza sezione, ha firmato un decreto in cui si chiarisce che «il decreto del 21 maggio espressamente dispone solo la “sospensione della esecutività dell’impugnata sentenza fino alla discussione collegiale in camera di consiglio” con la conseguenza che certamente non può essere interpretato nel senso di prevedere il subentro nell’appalto della Florida 2000», respingendo l’istanza di revoca. La Florida 2000 srl è il precedente gestore del servizio di pulizie, che nel 2014 non si aggiudicò l’appalto, vinto invece dalla Romeo spa.

La Romeo Gestioni, dunque, in considerazione di questa più recente pronuncia, fa sapere che resterà «operativa a tutti gli effetti», confidando nel fatto che «il 7 giugno il Consiglio di Stato, in composizione collegiale, porrà probabilmente fine a questa annosa vicenda in cui – sostiene – la Florida 2000 cerca di rientrare dalla finestra in un appalto che aveva perso in sede di gara a vantaggio di Romeo Gestioni».
 
L’appalto fu affidato alla Romeo in considerazione dell’offerta tecnica, ritenuta «più performante», e dell’offerta economica che «consentiva (e consente) al Cardarelli – sottolinea la società – il risparmio complessivo di circa 20 milioni di euro in quattro anni per la gestione della complessa gamma di pulizie di cui necessita la grande azienda ospedaliera». Dalle scale ai giardini, dalle corsie alle camere operatorie. Un appalto importante, finito al centro di un braccio di ferro giudiziario portato avanti a forza di ricorsi, finanche con l’interessamento dell’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) che ha posto la sua attenzione sulla fase esecutiva del contratto e ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. «I rilievi avanzati dall’Anac – è la replica della Romeo Gestioni – sono infondati perché puntano il dito su aumenti di corrispettivi che sono previsti, nei modi e nelle misure, dalla gara di appalto, e soprattutto perché sono stati trasferiti alla conoscenza della Florida e dell’amministrazione del Cardarelli senza darne comunicazione alla Romeo Gestioni con la richiesta delle eventuali e normali chiarificazioni e controdeduzioni. Non a caso contro questa procedura è stato presentato ricorso di urgenza al Tar del Lazio». La tesi della Romeo Gestioni fa leva non solo sull’aspetto economico («gli enormi risparmi garantiti al Cardarelli sono tutti all’evidenza dei rendiconti» sostiene), ma anche sulla qualità del servizio (indicando «gli oltre 150 encomi da parte dei reparti e delle strutture interne dell’ospedale che hanno avuto un riscontro costante sul piano della ottimizzazione del servizio») e sulla posizione assunta per portare il livello delle prestazioni a standard europei sul fronte della disciplina e del decoro sul posto di lavoro. «Dal 2014 a oggi la Romeo Gestioni, che per legge ha dovuto assorbire il personale in carico del precedente gestore, e cioè della Florida 2000, ha presentato 9 esposti all’autorità giudiziaria su possibili rischi di infiltrazioni criminali. Esposti – sottolinea la società – tutti indistintamente archiviati da Anac, Prefettura, Questura, Regione e Cardarelli». Tra le decisioni prese in questi anni la società evidenzia, inoltre, i 400 provvedimenti di contestazione a carico di 200 diversi dipendenti, 6 provvedimenti di ammonizione, 134 applicazioni di multe, 60 provvedimenti di sospensione dal lavoro, 10 provvedimenti di licenziamento, 6 trasferimenti ad altri cantieri. La Romeo Gestioni punta, dunque, sulla politica di trasparenza adottata negli anni e su una serie di altre argomentazioni, anche più strettamente tecniche e legate ai dettagli della gara, e sostiene di essersi aggiudicata l’appalto regolarmente. La Florida 2000, il precedente gestore che ha perso l’affare posizionandosi secondo nella graduatoria, ha ingaggiato la battaglia legale ipotizzando presunte irregolarità, con riferimento a una presunta «rinegoziazione» non consentita dalla legge. Ne è nato un caso, discusso dinanzi al Tar della Campania nel gennaio 2015, poi al Consiglio di Stato nel luglio di quello stesso anno, e di nuovo impugnato fino ad arrivare dinanzi al Tar del Lazio per la delibera Anac e ancora, più di recente, dinanzi al Consiglio di Stato (la terza sezione) per la vicenda dell’appalto. Per garantire il servizio di pulizie nelle varie aree dell’ospedale Cardarelli sono impiegati circa 350 lavoratori.

Viviana Lanza

La Cassazione boccia i domiciliari per Romeo. Polemica con la Consip: frettolosi e incauti i provvedimenti su Romeo Gestioni

Di seguito la nota inviata alla stampa

Napoli, 9 marzo 2018 

La Corte di Cassazione ha bocciato e annullato con una sentenza inequivocabile il provvedimento del Riesame che aveva confermato i domiciliari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli su presunti atti di corruzione.

Sulla vicenda, il collegio difensivo dell’imprenditore Alfredo Romeo (avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge, Giovanni Battista Vignola) ha diffuso la seguente nota.

“La Corte di Cassazione ha annullato, e per la seconda volta nel giro di pochi mesi, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo. Provvedimento che in questo caso, così come in quello preso in precedenza dall’Autorità Giudiziaria di Roma nell’ambito della cosiddetta inchiesta Consip, non era – afferma la Corte – basato su alcuna legittima motivazione.

La Cassazione – sottolinea ancora il collegio difensivo – ha messo con evidenza in discussione l’assetto dell’impianto accusatorio costruito su una figura immaginaria dell’imputato del tutto alterata rispetto alla realtà dei fatti, al punto da chiedere quei passi restrittivi che la Corte ha poi bocciato, ma che hanno creato nel frattempo danni inenarrabili alle aziende dell’avvocato Romeo.

Soprattutto, sottolinea la Difesa, nelle azioni pretestuose della Consip a danno della Romeo Gestioni, con i suoi oltre ventimila lavoratori tra dipendenti diretti e dell’indotto. Consip, infatti, con una mossa solo mediatica e di grave azzardo giuridico, ha escluso da sei gare in corso Romeo Gestioni, non solo senza attendere le decisioni del Consiglio di Stato su un normale contenzioso amministrativo, ma ancor più senza attendere le decisioni proprio della Suprema Corte, di cui l’universo mondo era in consapevole attesa.

Una scelta, quella di Consip, che riteniamo sarà fortemente inficiata anche in virtù dell’attuale pronunciamento della Suprema Corte.”

Avv. Francesco Carotenuto

Avv. Alfredo Sorge

Avv. Giovanni B. Vignola

Caso Consip, rassegna stampa del 12 aprile

In merito alle notizie degli ultimi giorni, pubblichiamo una rassegna stampa degli articoli più significativi di quotidiani online e cartacei.

In questo articolo de Il Mattino dell’11 aprile si spiega il motivo del ricorso degli avvocati di Alfredo Romeo per la vicenda dei “pizzini”:

ACFrOgAN45RvAXiT0m3gXuDMLZZ3bbbrC8cPMoACkxQOCt_to0zWcd5Ec1SQB9Z9Pam8iwUstypGuo74RpP59fwvs8W14_A73FY7juXAJvo506ZFmT-IujdD44UJCLM=

Mentre sul quotidiano Il Golfo, le prime notizie sulle ipotesio di falso sull’interpretazione delle intercettazioni:

golfo

Il Corriere del Mezzogiorno dedica invece un approfondimento sul tema:

ACFrOgDuv1N-YUAV5b43F3hJmddalQ2T4QuKvInL8RwVdwCkBMNXsKrxeZ0Q8G9EjujEYb25XOvgRIneU1E_tIAx8Q5JNWqw6UDLEBWAJOVXBgs1nfbU8-XfiJq6uuo=

In questo editoriale, Massimo Adinolfi affronta il problema della “mala giustizia”:

Romeo-Locale20170411_002-10-11

Mentre Francesco Pacifico racconta quale è la vera situazione del Gruppo Romeo a seguito delle vicende giudiziarie:

Romeo-Locale20170411_002-4-6

Un ispirato editoriale di Nicola Quatrano sui conflitti interni dei procedimenti:

Romeo Locale20170409_001-28-29

Infine un’intervista a Annalisa Chirico, presidente di “Fino a prova contraria”, movimento di sensibilizzazione e promozione per una riforma giudiziaria: “Il caso Consip è la prova che inchioda la giustizia politicizzata ed il giornalismo da trascrizione“.

(Lo Staff)

Le due politiche che mancano per il rilancio del Real Estate italiano

Come rilanciare il Real Estate italiano? Come aggiornare un mercato che si è impelagato in una attesa antiquata e provinciale di strumenti, senza attivarsi per chiedere in condizioni di impellenza strumenti normativi che facilitassero innovazione?

La risposta è banale ma decisiva: serve la politica. Anzi due politiche. Una, di settore, che in modo coordinato e coerente chieda una normativa che faciliti e imponga la modernizzazione e la concorrenza. E un’altra, quella legislativa ed esecutiva nazionale, che non si fermi alle intenzioni, ma acceleri sulla strutturazione di nuove e sicure regole di mercato.
Read More

Patrimonio Italia: la risorsa

L’Italia possiede enormi potenzialità in termini di patrimonio immobiliare pubblico e privato: parliamo di tantissime risorse distribuite in altrettanti territori che non riusciamo a far emergere come base per la crescita economica e lo sviluppo del sistema Paese.

Una pubblica amministrazione pesante, farraginosa, poco attenta alle novità del mondo esterno e spesso impegnata in servizi inefficienti, blocca l’iniziativa privata, producendo enormi sprechi.  In questo contesto è necessario allora innanzitutto un maggiore dialogo tra gli attori pubblici e privati, per incoraggiare la messa in moto di processi che portino finalmente a valorizzare le risorse patrimoniali e infrastrutturali. Read More

Alfredo Romeo: senza regole certe non si costruisce il futuro

Oggi il Gruppo diretto da Alfredo Romeo fa affari ed esporta il suo modello di gestione in Arabia Saudita, Inghilterra e Spagna, mentre a Napoli l’amministrazione ha evitato di rispondere alle proposte riguardanti l’Insula dell’Antica Dogana.
Da oltre vent’anni manca una visione strategica su Bagnoli, area di cui si è ricominciato a parlare in tempi recenti, ma secondo Romeo, interpellato da Il Roma, c’è troppa burocrazia ed è difficile progettare interventi efficaci.
Probabilmente i cittadini di Napoli, alle prese ogni giorno con strade disastrate, rimpiangono il metodo Global Service, quel piano all’epoca demonizzato che avrebbe portato maggiore sicurezza in una città tra le più colpite dalla crisi economica.

Read More

Napoli e le buche, un disastro che si poteva evitare. Ne parla Alfredo Romeo

Le buche stradali sono un tema purtroppo sempre d’attualità, come sanno i cittadini delle grandi città che spesso più di altri hanno a che fare con strade dissestate, situazioni di pericolo e incidenti di ogni genere.
Nel caso di Napoli, il Corriere del Mezzogiorno ha riportato giorni fa la notizia di una strada (Via Stazio a Posillipo) fatta chiudere dai residenti poiché impraticabile. Non si è trattato di un’iniziativa dei vigili bensì degli stessi cittadini che si sono resi conto della pericolosità di quella strada.
A questo proposito risulta molto interessante l’intervista ad Alfredo Romeo realizzata dallo stesso quotidiano, perché l’imprenditore spiega come si sarebbe potuto evitare questo episodio affidando la gestione del patrimonio urbanistico a chi, anni prima, aveva proposto un piano funzionale e all’avanguardia.

Read More

Paolo Cirino Pomicino commenta la vicenda giudiziaria di Romeo

La storia di Alfredo Romeo ha suscitato riflessioni, reazioni e attenzioni rivolte alla giustizia italiana: ancora una volta è un’assoluzione a segnalare il problema dell’abuso della carcerazione preventiva e su Il Foglio, quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, l’onorevole Paolo Cirino Pomicino osserva come la malagiustizia peggiori la situazione gravissima in cui versa l’Italia, a causa di lentezze, errori e manie di protagonismo di alcuni soggetti che così danneggiano la percezione complessiva che le persone hanno della magistratura.
L’onorevole esamina 3 casi di cui si è tornato a parlare anche sui media: Silvio Scaglia, Alfredo Romeo e Francesco Gaetano Caltagirone Bellavista, un esempio di ciò che accade quando la giustizia manda in carcere persone innocenti che poi saranno regolarmente assolte.

Read More

La sentenza proclama l’innocenza di Romeo

Quando si è assolti per non aver commesso il fatto non si ottiene la stessa visibilità di quando si è indagati o condannati in primo grado: questo è un dato di fatto che moltissime persone conoscono.

Alla luce dei fatti si torna a parlare di Alfredo Romeo, perché se l’ultima parola spetta alla giustizia (con la sentenza della Corte di Cassazione la vicenda può considerarsi chiusa), la parola dei media pesa di più e non è facile convincere le persone che il cosiddetto “sistema Romeo” in realtà non è mai esistito.

Read More

BACK