La Cassazione boccia i domiciliari per Romeo. Polemica con la Consip: frettolosi e incauti i provvedimenti su Romeo Gestioni

Di seguito la nota inviata alla stampa

Napoli, 9 marzo 2018 

La Corte di Cassazione ha bocciato e annullato con una sentenza inequivocabile il provvedimento del Riesame che aveva confermato i domiciliari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli su presunti atti di corruzione.

Sulla vicenda, il collegio difensivo dell’imprenditore Alfredo Romeo (avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge, Giovanni Battista Vignola) ha diffuso la seguente nota.

“La Corte di Cassazione ha annullato, e per la seconda volta nel giro di pochi mesi, i provvedimenti cautelari nei confronti dell’avvocato Alfredo Romeo. Provvedimento che in questo caso, così come in quello preso in precedenza dall’Autorità Giudiziaria di Roma nell’ambito della cosiddetta inchiesta Consip, non era – afferma la Corte – basato su alcuna legittima motivazione.

La Cassazione – sottolinea ancora il collegio difensivo – ha messo con evidenza in discussione l’assetto dell’impianto accusatorio costruito su una figura immaginaria dell’imputato del tutto alterata rispetto alla realtà dei fatti, al punto da chiedere quei passi restrittivi che la Corte ha poi bocciato, ma che hanno creato nel frattempo danni inenarrabili alle aziende dell’avvocato Romeo.

Soprattutto, sottolinea la Difesa, nelle azioni pretestuose della Consip a danno della Romeo Gestioni, con i suoi oltre ventimila lavoratori tra dipendenti diretti e dell’indotto. Consip, infatti, con una mossa solo mediatica e di grave azzardo giuridico, ha escluso da sei gare in corso Romeo Gestioni, non solo senza attendere le decisioni del Consiglio di Stato su un normale contenzioso amministrativo, ma ancor più senza attendere le decisioni proprio della Suprema Corte, di cui l’universo mondo era in consapevole attesa.

Una scelta, quella di Consip, che riteniamo sarà fortemente inficiata anche in virtù dell’attuale pronunciamento della Suprema Corte.”

Avv. Francesco Carotenuto

Avv. Alfredo Sorge

Avv. Giovanni B. Vignola

Caso Consip, rassegna stampa del 12 aprile

In merito alle notizie degli ultimi giorni, pubblichiamo una rassegna stampa degli articoli più significativi di quotidiani online e cartacei.

In questo articolo de Il Mattino dell’11 aprile si spiega il motivo del ricorso degli avvocati di Alfredo Romeo per la vicenda dei “pizzini”:

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Mentre sul quotidiano Il Golfo, le prime notizie sulle ipotesio di falso sull’interpretazione delle intercettazioni:

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Il Corriere del Mezzogiorno dedica invece un approfondimento sul tema:

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In questo editoriale, Massimo Adinolfi affronta il problema della “mala giustizia”:

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Mentre Francesco Pacifico racconta quale è la vera situazione del Gruppo Romeo a seguito delle vicende giudiziarie:

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Un ispirato editoriale di Nicola Quatrano sui conflitti interni dei procedimenti:

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Infine un’intervista a Annalisa Chirico, presidente di “Fino a prova contraria”, movimento di sensibilizzazione e promozione per una riforma giudiziaria: “Il caso Consip è la prova che inchioda la giustizia politicizzata ed il giornalismo da trascrizione“.

(Lo Staff)

Le due politiche che mancano per il rilancio del Real Estate italiano

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Alfredo Romeo: senza regole certe non si costruisce il futuro

Oggi il Gruppo diretto da Alfredo Romeo fa affari ed esporta il suo modello di gestione in Arabia Saudita, Inghilterra e Spagna, mentre a Napoli l’amministrazione ha evitato di rispondere alle proposte riguardanti l’Insula dell’Antica Dogana.
Da oltre vent’anni manca una visione strategica su Bagnoli, area di cui si è ricominciato a parlare in tempi recenti, ma secondo Romeo, interpellato da Il Roma, c’è troppa burocrazia ed è difficile progettare interventi efficaci.
Probabilmente i cittadini di Napoli, alle prese ogni giorno con strade disastrate, rimpiangono il metodo Global Service, quel piano all’epoca demonizzato che avrebbe portato maggiore sicurezza in una città tra le più colpite dalla crisi economica.

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Napoli e le buche, un disastro che si poteva evitare. Ne parla Alfredo Romeo

Le buche stradali sono un tema purtroppo sempre d’attualità, come sanno i cittadini delle grandi città che spesso più di altri hanno a che fare con strade dissestate, situazioni di pericolo e incidenti di ogni genere.
Nel caso di Napoli, il Corriere del Mezzogiorno ha riportato giorni fa la notizia di una strada (Via Stazio a Posillipo) fatta chiudere dai residenti poiché impraticabile. Non si è trattato di un’iniziativa dei vigili bensì degli stessi cittadini che si sono resi conto della pericolosità di quella strada.
A questo proposito risulta molto interessante l’intervista ad Alfredo Romeo realizzata dallo stesso quotidiano, perché l’imprenditore spiega come si sarebbe potuto evitare questo episodio affidando la gestione del patrimonio urbanistico a chi, anni prima, aveva proposto un piano funzionale e all’avanguardia.

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Paolo Cirino Pomicino commenta la vicenda giudiziaria di Romeo

La storia di Alfredo Romeo ha suscitato riflessioni, reazioni e attenzioni rivolte alla giustizia italiana: ancora una volta è un’assoluzione a segnalare il problema dell’abuso della carcerazione preventiva e su Il Foglio, quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, l’onorevole Paolo Cirino Pomicino osserva come la malagiustizia peggiori la situazione gravissima in cui versa l’Italia, a causa di lentezze, errori e manie di protagonismo di alcuni soggetti che così danneggiano la percezione complessiva che le persone hanno della magistratura.
L’onorevole esamina 3 casi di cui si è tornato a parlare anche sui media: Silvio Scaglia, Alfredo Romeo e Francesco Gaetano Caltagirone Bellavista, un esempio di ciò che accade quando la giustizia manda in carcere persone innocenti che poi saranno regolarmente assolte.

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La sentenza proclama l’innocenza di Romeo

Quando si è assolti per non aver commesso il fatto non si ottiene la stessa visibilità di quando si è indagati o condannati in primo grado: questo è un dato di fatto che moltissime persone conoscono.

Alla luce dei fatti si torna a parlare di Alfredo Romeo, perché se l’ultima parola spetta alla giustizia (con la sentenza della Corte di Cassazione la vicenda può considerarsi chiusa), la parola dei media pesa di più e non è facile convincere le persone che il cosiddetto “sistema Romeo” in realtà non è mai esistito.

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Romeo Gestioni e Global Service: le motivazioni della sentenza

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una vicenda che per anni ha danneggiato il buon nome di un’azienda e la reputazione di tante persone perbene: parliamo della sentenza sul procedimento Global Service che ha assolto Alfredo Romeo e tutti gli altri imputati.
Leggere le motivazioni è illuminante e consente di comprendere quali pregiudizi abbiano guidato chi ha lanciato quelle accuse: la Romeo Gestioni, come qualunque altra impresa, ha cercato di battere la concorrenza acquisendo informazioni al fine di realizzare nuove partnership con il settore pubblico ed erogare servizi adeguati ai cittadini e ai territori interessati. Read More

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