Le buche stradali sono un tema purtroppo sempre d’attualità, come sanno i cittadini delle grandi città che spesso più di altri hanno a che fare con strade dissestate, situazioni di pericolo e incidenti di ogni genere.
Nel caso di Napoli, il Corriere del Mezzogiorno ha riportato giorni fa la notizia di una strada (Via Stazio a Posillipo) fatta chiudere dai residenti poiché impraticabile. Non si è trattato di un’iniziativa dei vigili bensì degli stessi cittadini che si sono resi conto della pericolosità di quella strada.
A questo proposito risulta molto interessante l’intervista ad Alfredo Romeo realizzata dallo stesso quotidiano, perché l’imprenditore spiega come si sarebbe potuto evitare questo episodio affidando la gestione del patrimonio urbanistico a chi, anni prima, aveva proposto un piano funzionale e all’avanguardia.
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Paolo Cirino Pomicino commenta la vicenda giudiziaria di Romeo
La storia di Alfredo Romeo ha suscitato riflessioni, reazioni e attenzioni rivolte alla giustizia italiana: ancora una volta è un’assoluzione a segnalare il problema dell’abuso della carcerazione preventiva e su Il Foglio, quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, l’onorevole Paolo Cirino Pomicino osserva come la malagiustizia peggiori la situazione gravissima in cui versa l’Italia, a causa di lentezze, errori e manie di protagonismo di alcuni soggetti che così danneggiano la percezione complessiva che le persone hanno della magistratura.
L’onorevole esamina 3 casi di cui si è tornato a parlare anche sui media: Silvio Scaglia, Alfredo Romeo e Francesco Gaetano Caltagirone Bellavista, un esempio di ciò che accade quando la giustizia manda in carcere persone innocenti che poi saranno regolarmente assolte.
La sentenza proclama l’innocenza di Romeo
Quando si è assolti per non aver commesso il fatto non si ottiene la stessa visibilità di quando si è indagati o condannati in primo grado: questo è un dato di fatto che moltissime persone conoscono.
Alla luce dei fatti si torna a parlare di Alfredo Romeo, perché se l’ultima parola spetta alla giustizia (con la sentenza della Corte di Cassazione la vicenda può considerarsi chiusa), la parola dei media pesa di più e non è facile convincere le persone che il cosiddetto “sistema Romeo” in realtà non è mai esistito.
Romeo Gestioni e Global Service: le motivazioni della sentenza
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una vicenda che per anni ha danneggiato il buon nome di un’azienda e la reputazione di tante persone perbene: parliamo della sentenza sul procedimento Global Service che ha assolto Alfredo Romeo e tutti gli altri imputati.
Leggere le motivazioni è illuminante e consente di comprendere quali pregiudizi abbiano guidato chi ha lanciato quelle accuse: la Romeo Gestioni, come qualunque altra impresa, ha cercato di battere la concorrenza acquisendo informazioni al fine di realizzare nuove partnership con il settore pubblico ed erogare servizi adeguati ai cittadini e ai territori interessati. Read More
Alfredo Romeo: vicenda Global Service un monito per il futuro
Le domande che si pone Alfredo Romeo nell’articolo da lui firmato sulle colonne de Il Mattino sono cruciali e comportano molte riflessioni sullo stato delle cose attuale: cosa accade quando la burocrazia prende il sopravvento, quando si fraintendono le intercettazioni e si costruisce un caso sul nulla?
L’inchiesta Global Service ne è un esempio, ma Romeo non si sofferma solo su questo, bensì ne approfitta per lanciare una provocazione: cosa sarebbe avvenuto se non si fosse criminalizzata l’operazione Global Service? Sarebbe stato applicato un metodo trasparente per gestire i problemi strutturali di Napoli e farla diventare finalmente una città normale.
Il caso Romeo e le conseguenze del giustizialismo
Le ultime notizie relative all’assoluzione di Alfredo Romeo nell’ambito dell’inchiesta Global Service e, a pochi giorni di distanza, quella di Antonio Bassolino dall’accusa di falso in merito al casale di Cortona, inducono a una riflessione su giustizia e politica.
Quali sono i rapporti fra magistratura e società civile? Perché c’è stata una criminalizzazione giudiziaria di un intero periodo storico a Napoli? A queste domande prova a rispondere Aurelio Musi su Repubblica, definendo questi due casi “montagne che hanno partorito topolini”, cioè inchieste che si sono rivelate basate sul nulla o su fatti di poco conto.
Patrimonio residenziale, la proposta di Romeo gestioni per Roma
Quando si affronta l’argomento degli alloggi pubblici immediatamente arrivano i dati relativi ai prezzi degli affitti e alla carenza di immobili a costi accessibili.
Fino a ottobre 2014 Romeo Gestioni ha l’incarico di occuparsi del patrimonio pubblico di Roma e ha appena presentato un piano per ottimizzare le dismissioni di una parte dei 29.588 beni immobiliari di proprietà del Comune, e d’altra parte valorizzare gli altri per poterne trarre più risorse.
Romeo Gestioni, il procedimento penale danneggia le imprese
“L’azione penale andrebbe intrapresa con meno disinvoltura, a volte è sufficiente l’azione civile”, questo è il parere di Giovanni Verde, ex vicepresidente del Csm, che ha esposto le proprie opinioni a Repubblica prendendo spunto da quello che sta accadendo a Romeo Gestioni.
Alfredo Romeo e gli errori della magistratura
In seguito alla sentenza della Cassazione che ha respinto il ricorso della procura sull’inchiesta “Global Service”, è il caso di fare qualche riflessione sulle responsabilità dei magistrati e su questa sentenza storica, che annulla 22 reati e, di fatto, cancella un’intera inchiesta. Alfredo Romeo, intervistato da Il Tempo, ha voluto ricordare Giorgio Nugnes, che si tolse la vita perché non riusciva a sopportare di essere stato coinvolto nell’inchiesta essendo innocente.
Romeo Gestioni propone un piano dismissioni al Comune di Roma
Nonostante i progetti presentati da Romeo Gestioni per aiutare il Comune a risparmiare e recuperare somme da investire nei servizi più urgenti per i cittadini, a Roma tutto sembra essersi fermato.
Ci si riferisce al blocco riguardante l’alienazione di ben 600 edifici di proprietà comunale, una cessione annunciata già lo scorso autunno legata al decreto Salva-Roma e progettata per impedire l’aumento delle imposte locali Irpef e Imu-Tasi.
Di quali stabili si tratta? Si tratta di uffici comunali in via Del Corso, appartamenti in zona Colosseo e Fontana di Trevi, negozi in altre parti prestigiose del centro storico affittati a prezzi fuori mercato, infatti il Comune guadagna ogni anno 60.000 euro da quelli residenziali e circa 130.000 euro da quelli adibiti a terziario.






